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Tassa non residenti in Spagna: la guida completa al Modelo 210 (2026)

Aggiornato il 26/10/2026 · 10 min di lettura

Vivi in Italia e possiedi un appartamento sulla Costa Blanca, una casa in Catalogna o un monolocale alle Canarie? Allora con ogni probabilità sei tenuto a pagare un'imposta spagnola che molti proprietari scoprono tardi: l'imposta sul reddito dei non residenti (Impuesto sobre la Renta de No Residentes, o IRNR). Si dichiara con un unico modulo, il Modelo 210.

Questa guida fa il punto su ciò che serve sapere nel 2026: chi è interessato, come si calcola l'imposta, quali sono le scadenze (che cambiano nel 2027) e come pagare da un conto italiano.

Fiscasa è un servizio privato, indipendente dall'Agencia Tributaria (AEAT). Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce l'analisi della tua situazione personale.

Chi deve presentare il Modelo 210?

Il principio: un immobile in Spagna, anche vuoto, comporta una dichiarazione

Chiunque non sia residente fiscale in Spagna e vi possieda un immobile deve dichiarare ogni anno ai fini dell'IRNR:

  • i redditi effettivi prodotti dall'immobile, se è affittato (affitto turistico o annuale);
  • un reddito "imputato" (renta imputada), se non è affittato e resta a tua disposizione (seconda casa, abitazione prestata gratuitamente ai familiari, immobile vuoto).

Il secondo caso sorprende spesso. In Spagna la legge considera che possedere un'abitazione di cui puoi godere ti procuri un vantaggio, tassato come un reddito forfettario. Non serve quindi incassare alcun affitto per dover pagare l'imposta.

Cosa non ti esonera dalla dichiarazione

  • Pagare l'IBI (l'imposta comunale sugli immobili): è un tributo municipale distinto, che non ha nulla a che vedere con l'IRNR. Vedi la nostra guida IBI, l'imposta spagnola sugli immobili.
  • Non aver ricevuto nessuna lettera: l'AEAT non invia avvisi di pagamento. Spetta al proprietario presentare spontaneamente la dichiarazione.
  • Essere in coppia: ogni comproprietario è un contribuente distinto e dichiara la propria quota.

Chi è "non residente"?

Sei non residente se trascorri meno di 183 giorni all'anno in Spagna e il centro dei tuoi interessi economici e familiari si trova altrove. Un pensionato italiano che passa l'inverno ad Alicante ma mantiene la residenza fiscale in Italia resta non residente. In caso di dubbio (soggiorni lunghi, coniuge che vive in Spagna), occorre analizzare la situazione alla luce della convenzione fiscale tra Italia e Spagna.

Le quattro situazioni dichiarate con il Modelo 210

Situazione Cosa viene tassato Aliquota (residente UE/SEE)
Immobile non affittato (seconda casa) Reddito imputato: 1,1 % o 2 % del valore catastale 19 %
Immobile affittato Canoni meno spese deducibili 19 %
Vendita dell'immobile Plusvalenza 19 %
Immobile affittato per parte dell'anno Canoni per i giorni affittati + reddito imputato per i giorni non affittati 19 %

I residenti in Paesi fuori da UE/SEE (Regno Unito, Svizzera, Stati Uniti…) sono tassati al 24 % sui redditi da locazione e imputati, senza poter dedurre le spese. La plusvalenza è tassata al 19 % per tutti.

Come si calcola l'imposta su un immobile non affittato?

La formula di base è semplice:

Imposta = valore catastale × percentuale di imputazione × quota × (giorni di possesso / 365) × 19 %

  • Il valore catastale (valor catastral) è riportato sulla ricevuta dell'IBI. Non è il prezzo d'acquisto, ma un valore amministrativo, spesso molto più basso.
  • La percentuale di imputazione è dell'1,1 % se il valore catastale del comune è stato rivisto nell'ambito di una revisione collettiva entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2012, e del 2 % negli altri casi.
  • La quota corrisponde alla tua parte di proprietà (50 % per una coppia in parti uguali).
  • Il pro rata dei giorni si applica nell'anno di acquisto o di vendita.

Esempio con i numeri

Maria e Paolo possiedono in parti uguali un appartamento a Torrevieja con un valore catastale di 47 646 €. Il comune non ha avuto una revisione generale recente, quindi la percentuale è del 2 %.

  • Reddito imputato totale: 47 646 × 2 % = 952,92 €
  • Quota di ciascuno: 476,46 €
  • Imposta di ciascuno: 476,46 × 19 % = 90,53 €
  • Totale per il nucleo: 181,06 €, con due dichiarazioni distinte.

Il dettaglio delle regole (pro rata, garage, comproprietà, scelta della percentuale) è spiegato nella nostra guida reddito imputato di un immobile non affittato. Per ottenere la tua cifra in un minuto, usa il calcolatore Fiscasa.

Quali sono le scadenze?

Redditi 2025: l'ultima campagna "alla vecchia maniera"

Per il reddito imputato dell'anno 2025, la dichiarazione si presenta dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. Se vuoi pagare con addebito diretto in conto (domiciliación), il termine è il 23 dicembre 2026.

Redditi 2026: il nuovo calendario

L'Orden HAC/623/2026, pubblicata nel BOE il 23 giugno 2026, modifica il calendario a partire dai redditi 2026:

Tipo di reddito Periodo di presentazione Addebito diretto
Reddito imputato 2026 1° aprile – 31 dicembre 2027 1° aprile – 23 dicembre 2027
Affitti 2026 (con imposta da pagare) 1–20 aprile 2027 1–15 aprile 2027
Dichiarazione a zero (cuota cero) 1–20 gennaio dell'anno successivo —
Plusvalenza da vendita 4 mesi dopo la vendita (1 mese + 3 mesi) addebito non disponibile

Ogni dichiarazione presentata dal 1° gennaio 2027, anche per un anno passato, usa un nuovo modulo che chiede più informazioni (numero di giorni, percentuale di proprietà, referencia catastral, dettaglio delle spese). Tutto è spiegato nel nostro articolo novità 2027: l'Orden HAC/623/2026.

Come presentare e pagare dall'Italia?

Hai tre possibilità:

  1. Il modulo senza certificato (predeclaración): si compila il modulo online, si stampa il documento e si paga con bonifico dall'estero usando il codice identificativo del pagamento fornito. È la via più accessibile per un proprietario che vive in Italia.
  2. La presentazione telematica, con certificato digitale, Cl@ve o tramite un intermediario abilitato, che consente in particolare l'addebito diretto su un conto bancario italiano (area SEPA) da febbraio 2024.
  3. Il pagamento tramite NRC (riferimento bancario spagnolo), comodo soprattutto se hai un conto in Spagna.

I dettagli pratici, con le trappole da evitare (causale del bonifico, commissioni bancarie, validità di 30 giorni), sono nella nostra guida pagare l'imposta spagnola dall'Italia.

Cosa ti serve?

  • il tuo NIE (numero di identificazione degli stranieri), indispensabile: vedi NIE, Cl@ve e certificato digitale;
  • l'ultima ricevuta dell'IBI, per il valore e la referencia catastral;
  • l'atto di acquisto (escritura), per la data di acquisto e la ripartizione della proprietà;
  • in caso di affitto: i canoni incassati, i giorni affittati e le fatture delle spese;
  • il tuo indirizzo di residenza e il Paese di residenza fiscale.

E se non ho mai dichiarato?

Succede spesso, e si può rimediare. Una dichiarazione presentata in ritardo spontaneamente, prima di qualsiasi iniziativa dell'amministrazione, comporta solo una maggiorazione (recargo) contenuta: 1 % più 1 % per ogni mese intero di ritardo il primo anno, poi 15 % più interessi oltre tale termine, con una riduzione del 25 % se paghi tutto al momento della presentazione. Se è l'AEAT a contattarti per prima, si applica una sanzione dal 50 % al 150 % dell'imposta. L'AEAT può risalire fino a quattro anni indietro.

Abbiamo dedicato un articolo completo alla dichiarazione degli anni arretrati, con esempi numerici.

E in Italia?

La convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Spagna consente alla Spagna di tassare i redditi del tuo immobile. I canoni percepiti in Spagna vanno però dichiarati anche in Italia, nel quadro RL del modello Redditi PF, con un credito d'imposta per le imposte pagate in Spagna. Il reddito imputato di un immobile non affittato, in linea di principio, non è soggetto a IRPEF, ma l'immobile è soggetto all'IVIE e va indicato nel quadro RW. La nostra guida dichiarare in Italia una casa in Spagna spiega i quadri da compilare.

Cosa fa Fiscasa

Fiscasa prepara il tuo Modelo 210 in italiano: calcolo verificato da una persona, un unico prezzo per nucleo (e non per comproprietario), calcolo degli anni arretrati, riepilogo per la tua dichiarazione italiana. L'imposta la paghi direttamente all'erario spagnolo: non maneggiamo mai il denaro della tua imposta. I dettagli sono nella pagina prezzi.

FAQ

Non ho affittato il mio appartamento, devo davvero pagare?

Sì. Un immobile non affittato di cui puoi disporre genera un reddito imputato tassato al 19 % (per un residente UE). L'importo è spesso modesto, nell'ordine di 50–300 € per proprietario all'anno.

Io e mio marito (o mia moglie) dobbiamo fare una sola dichiarazione?

Di regola no: ogni comproprietario è un contribuente distinto e presenta la propria dichiarazione per la sua quota. Con Fiscasa il prezzo resta quello del nucleo.

Dove trovo il valore catastale?

Sulla ricevuta dell'IBI, alla voce valor catastral. A volte compare anche nell'atto di acquisto. Vedi la nostra guida sull'IBI.

Posso presentare il Modelo 210 in italiano?

No, il modulo ufficiale esiste solo in spagnolo (e in alcune lingue co-ufficiali). È proprio uno dei motivi per cui i proprietari italiani si fanno aiutare.

Cosa succede se dichiaro in ritardo?

Si applica una maggiorazione, tanto più bassa quanto più rapidamente e spontaneamente regolarizzi. Vedi dichiarare gli anni arretrati.

Fiscasa è collegata all'amministrazione fiscale spagnola?

No. Fiscasa è un servizio privato e indipendente dall'Agencia Tributaria. Prepariamo la tua dichiarazione; il contribuente resti tu e paghi l'imposta direttamente all'amministrazione.

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Calcolo gratuito, prezzo per nucleo, consulente nella tua lingua.

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