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Fiscasa

Perché il coefficiente è dell'1,1 % o del 2 % del valore catastale?

Risposta breve

Dipende dall'anno della revisione dei valori catastali del comune. Se è stata fatta una valutazione collettiva generale con effetto dal 1° gennaio 2012 o successivo, si applica l'1,1 %; altrimenti il 2 %. La regola vale per gli anni d'imposta dal 2023 al 2026.

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Una correzione per i valori vecchi o recenti

Il reddito figurativo vuole rappresentare un rendimento ragionevole della casa. Ma i valori catastali spagnoli non sono aggiornati in modo uniforme: alcuni comuni hanno rifatto la cosiddetta ponencia de valores di recente, altri usano ancora valori fissati negli anni Novanta o nei primi Duemila, quindi più bassi rispetto al mercato.

Per compensare, la legge applica:

  • 1,1 % ai valori rivisti con una valutazione collettiva generale entrata in vigore dal 2012 in avanti, considerati più vicini alla realtà;
  • 2 % a tutti gli altri, più vecchi e dunque più bassi.

Il coefficiente non dipende dall'immobile né dal proprietario, ma solo dal comune e dall'anno della sua ultima revisione generale.

Quanto incide sull'imposta

La differenza è sensibile. Con lo stesso valore catastale di 100 000 €:

Coefficiente Reddito figurativo Imposta al 19 % Imposta al 24 %
1,1 % 1 100 € 209 € 264 €
2 % 2 000 € 380 € 480 €

Va detto che, nei comuni con valori recenti, il valore catastale stesso tende a essere più alto. Il confronto ha senso solo a parità di valore.

Come sapere quale vale per Lei

Il dato si ricava dall'anno della ponencia del Suo comune, pubblicato dal Catasto. Alcuni esempi noti: a Marbella i valori sono stati rivisti nel 2012, quindi si applica l'1,1 %; a Torrevieja risalgono al 2004, quindi il 2 %. Le pagine delle città indicano il coefficiente di ciascun comune, e il simulatore del coefficiente lo verifica in pochi secondi.

Un dato da controllare, non da scegliere

Il proprietario non può optare per il coefficiente più conveniente: quello del comune si applica obbligatoriamente. Un errore in un senso o nell'altro porta a pagare troppo, oppure troppo poco, con il rischio di una rettifica successiva.

Dal 2027 la regola potrebbe cambiare

Una riforma approvata nel 2026 modifica il sistema di imputazione nell'IRPF, ma la sua applicazione ai non residenti non è ancora definita. Ne parliamo nella pagina sulla riforma 2027.

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